LA VITA

Rino Gaetano nasce a Crotone il 29 ottobre 1950 dove vive la prima infanzia fino a quando nel 1960 si trasferisce con la famiglia a Roma dove vive fino alla morte. I genitori diventano portieri in un palazzo in via Nomentana. Lui, invece, ama il teatro e inizia i primi approcci musicali imparando a suonare la chitarra e componendo le prime canzoni.

Comincia quasi per caso ad incidere canzoni con la It, una casa discografica alla ricerca di nuovi talenti. Il suo primo 33 giri, "Ingresso Libero", è del 1974 e viene per lo più ignorato dal grande pubblico e dagli addetti ai lavori, anche se conteneva alcune perle come "Ad esempio a me piace il sud", "I tuoi occhi sono pieni di sale" e "Tu, forse non essenzialmente tu" . Il grande pubblico si accorge di lui con il singolo "Il cielo è sempre più blu" del '75. Nel 1976, esce il suo secondo LP, frutto di alcuni anni di lavoro intitolato"Mio fratello è figlio unico" con inclusa la famosa "Berta filava", album apprezzato dalla critica ma accolto con favore solo da una parte del pubblico. Da questo momento in poi, per un periodo che va dal 1976 al 1978, Rino Gaetano si impone sempre più come il cantautore fuori dalle righe, il "grillo parlante" per antonomasia e pubblica una serie di pezzi che hanno la qualità (insolita per certi versi) di divertire ma di far riflettere su temi tanto delicati quanto difficili da affrontare in musica.

Con i successivi LP "Aida" (1977) e "Nuntereggaepiù" (1978) in un rapido crescendo, riscuote consensi sempre più consistenti, fino ad ottenere un vero e proprio successo con la canzone "Gianna" al Festival di Sanremo del 1978, dove il cantante si presenta con un frac, un cappello a cilindro, il tutto smitizzato da una camicia a rigoni rossi verticali mostrando alla grande platea tutta la sua ironia scanzonata degna di un vero artista di varietà, un'esibizione che rimarrà scolpita nelle memorie di molti.

La canzone "Gianna" fu in quel momento, la ventata di aria nuova che tutti desideravano ma che nessuno voleva ammettere di avere bisogno, fu l'improvvisa "chiave" che servì a liberare la mente dai tetri condizionamenti ideologici di ogni genere. A quel Festival di Sanremo "Gianna" si piazzò al terzo posto ma raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita dove rimase inchiodata per diverse settimane.

Nel 1979 l'album "Resta vile maschio dove vai" (il brano omonimo viene scritto da Mogol) che lancia nel periodo estivo l'indimenticabile ballata "Ahi Maria", segna il passaggio dalla piccola casa discografica It, alla multinazionale RCA e l'inizio di una serie di tournée che lo renderanno popolarissimo in tutta Italia.

Del 1981 - anno in cui gira in tourneè con Riccardo Cocciante - l'ultimo suo album "E io ci sto". Muore la notte del 2 giugno 1981, all'alba, dopo un incidente con la sua Volvo 343 in via Nomentana. Anche perché ben cinque ospedali ne rifiutano il ricovero. Dopo quindici giorni avrebbe dovuto sposare la sua ragazza Amelia, di Fondi.