"I figli di Rino" (Giuseppe Ardito)

Nel panorama della musica italiana un artista che merita sicuramente attenzione è Rino Gaetano.Sergio Cammariere e i Bandabardò entrambi fra le rivelazioni più interessanti di questi anni lo citano spesso nei loro concerti(sopratutto Cammariere che ne è conterraneo e lontano parente).Questo perchè i suoi testi risultano ancora fortemente attuali al contrario di altri suoi colleghi del tempo,i cossidetti “cantautori eletta schiera”.La grandezza di Gaetano sta nell'aver saputo coniugare una musicalità spesso scanzonata a testi di graffiante ironia,una sorta di carezza con la carta vetrata.

La sua figura nell'Italia degli anni '70 è stata una sorta di ventata di aria fresca nello stile e nel modo di presentarsi,Rino Gaetano era un tutt'uno;la festa di Gianna era un modo di vivere la vita cogliendo i lati più belli e godendo di essi.Ma Rino Gaetano sapeva essere concreto e realista senza appesantire,sapeva parlare dei fratelli figli unici,di coloro che son convinti che anche chi non legge Freud può vivere cent'anni e ancora son convinti che esistono gli sfruttati,malpagati e frustrati.Nelle sue canzoni si identificava in coloro che sono liberi da vincoli ideologici e sociali,nell'operaio della Fiat che in un bicchier di vino ritrova tutto il calore che la fabbrica non dà.Figure reali,Rino Gaetano cantava per loro in uno stile vocale anche sguaiato;quando urla in Il cielo è sempre più blu sembra che la sua voce debba uscire fuori dagli altoparlanti.Di lui ci rimane l'espressione scanzonata,la sua chitarra,il frac,cilindro e camicia a rigoni rossi verticali il completo che indossò durante la sua esibizione a Sanremo con la canzone Gianna.


Più di ogni altro ha decantato e lodato tutto il fascino e la poesia del meridione d'Italia,non ha mai rinnegato le sue origini.Canzoni come La Festa di Maria,E cantava le canzoni sembrano riportarci in quei luoghi,riscoprendo il fascino e i profumi del Sud.Egli infatti era nato a Crotone il 29 ottobre del 1950 e nel 1960 si trasferisce coi suoi genitori a Roma.Comincerà per caso a scrivere canzoni e verrà notato dalla It,casa discografica alla ricerca di nuovi talenti.Già nel primo disco”Ingresso libero”(1974) si dimostra sicuro dei propri mezzi,riuscendo a coniugare grinta e malinconia.Nel successivo “Mio fratello è figlio unico”(1976) conferma di non essre un fenomeno di passaggio;ritroviamo la scanzonata Berta filava insieme alla dolorosa presa di coscienza sociale della title track.In quegli anni in Italia più che gli album impazzavano i singoli;Gaetano pubblica su singoli le canzoni apparentemente più leggere(ma sotto dense di significati diretti senza la necessità di sventolare bandiere politiche) che rimarranno nella memoria e nel costume italiano.Il grande pubblico così si accorge di lui con canzoni come Il cielo è sempre più blu,Berta filava,Aida e soprattutto Gianna che riesce a piazzarsi terza a Sanremo del 1978(dopo i Matia Bazar e Anna Oxa) e resta per un mese a marzo ai vertici delle classifiche dei 45 giri.
Ma il successo non ne modifica lo stile.Nel 1978 cominciano gli anno bui del terrorismo in Italia,impazza la musica del reggae e Rino coglie l'occasione per dire la sua,senza indicare soluzioni politiche,senza ergere barricate o emanare sentenze,dice semplicemente “Nuntereggae più”e già solo il titolo è semplice e geniale.Parla di immunità parlamentare,di evasori legalizzati(non sembrano attuali questi richiami?),di Costanzo Carrà e Guccini,del grigiore della politica lontana spesso dalle reali necessità della gente comune,dell'italietta legata alle partite domenicali”mentre c'è in giro tanta gente che non c'ha l'acqua corrente,nun c'ha niente...ma chi me sente?”,una voce del deserto che ritorna sempre attuale,in questi anni dove il trash televisivo imperversa sovrano.
L'anno successivo viene consacrato il suo successo con “Resta vile,maschio dove vai”e il singolo “Ahi Maria”.Il cambio di casa discografica (passa alla Rca),gli arrangiamenti più raffinati e l'intera incisione del disco a Miami e nel Messico sembrano lasciare sperare in un successo oltre i confini nazionali.La copertina del disco suscitò molto scalpore all'epoca;Raffigura due donne che si baciano mentre Gaetano è lasciato in disparte,allora le Tatù non erano ancora nate e già Rino Gaetano anticipava i tempi.
L'ultima opera è del 1980,”E io ci sto” in cui Rino sembra avere un po' perso la grinta e l'immediatezza degli esordi.Non avrà il tempo di dimostrare il contrario;l'anno successivo lo vede in tourneè insieme a Riccardo Cocciante e i New Perigeo e a giugno si chiude la carriera e la vita di questo artista,rimane coinvolto in un terribile incidente all'alba nella via Nomentana a Roma a bordo della sua Volvo 343.


Negli anni le canzoni di Rino Gaetano non sembrano mostrare segni di vecchiaia,l'invettiva di Nuntereggae più contiene personaggi purtroppo tuttora alla ribalta.Lui non c'è più ma l'ironia delle sue canzoni oltre al concreto romanticismo rimangono vivi e pulsanti nei nostri cuori,le sue canzoni sembrano pulsanti di vita e di sani valori che vanno oltre la piattezza dei prodotti musicali odierni nonché dell'arte in generale,divenuta ormai oggetto di un mercato sempre più cannibale.