Nel panorama della musica italiana un artista che merita sicuramente
attenzione è Rino Gaetano.Sergio Cammariere e i Bandabardò
entrambi fra le rivelazioni più interessanti di questi anni
lo citano spesso nei loro concerti(sopratutto Cammariere che ne è
conterraneo e lontano parente).Questo perchè i suoi testi risultano
ancora fortemente attuali al contrario di altri suoi colleghi del
tempo,i cossidetti “cantautori eletta schiera”.La grandezza
di Gaetano sta nell'aver saputo coniugare una musicalità spesso
scanzonata a testi di graffiante ironia,una sorta di carezza con la
carta vetrata.
La sua figura nell'Italia degli anni '70 è stata una sorta
di ventata di aria fresca nello stile e nel modo di presentarsi,Rino
Gaetano era un tutt'uno;la festa di Gianna era un modo di vivere la
vita cogliendo i lati più belli e godendo di essi.Ma Rino Gaetano
sapeva essere concreto e realista senza appesantire,sapeva parlare
dei fratelli figli unici,di coloro che son convinti che anche chi
non legge Freud può vivere cent'anni e ancora son convinti
che esistono gli sfruttati,malpagati e frustrati.Nelle sue canzoni
si identificava in coloro che sono liberi da vincoli ideologici e
sociali,nell'operaio della Fiat che in un bicchier di vino ritrova
tutto il calore che la fabbrica non dà.Figure reali,Rino Gaetano
cantava per loro in uno stile vocale anche sguaiato;quando urla in
Il cielo è sempre più blu sembra che la sua voce debba
uscire fuori dagli altoparlanti.Di lui ci rimane l'espressione scanzonata,la
sua chitarra,il frac,cilindro e camicia a rigoni rossi verticali il
completo che indossò durante la sua esibizione a Sanremo con
la canzone Gianna.
Più di ogni altro ha decantato e lodato tutto il fascino e
la poesia del meridione d'Italia,non ha mai rinnegato le sue origini.Canzoni
come La Festa di Maria,E cantava le canzoni sembrano riportarci in
quei luoghi,riscoprendo il fascino e i profumi del Sud.Egli infatti
era nato a Crotone il 29 ottobre del 1950 e nel 1960 si trasferisce
coi suoi genitori a Roma.Comincerà per caso a scrivere canzoni
e verrà notato dalla It,casa discografica alla ricerca di nuovi
talenti.Già nel primo disco”Ingresso libero”(1974)
si dimostra sicuro dei propri mezzi,riuscendo a coniugare grinta e
malinconia.Nel successivo “Mio fratello è figlio unico”(1976)
conferma di non essre un fenomeno di passaggio;ritroviamo la scanzonata
Berta filava insieme alla dolorosa presa di coscienza sociale della
title track.In quegli anni in Italia più che gli album impazzavano
i singoli;Gaetano pubblica su singoli le canzoni apparentemente più
leggere(ma sotto dense di significati diretti senza la necessità
di sventolare bandiere politiche) che rimarranno nella memoria e nel
costume italiano.Il grande pubblico così si accorge di lui
con canzoni come Il cielo è sempre più blu,Berta filava,Aida
e soprattutto Gianna che riesce a piazzarsi terza a Sanremo del 1978(dopo
i Matia Bazar e Anna Oxa) e resta per un mese a marzo ai vertici delle
classifiche dei 45 giri.
Ma il successo non ne modifica lo stile.Nel 1978 cominciano gli anno
bui del terrorismo in Italia,impazza la musica del reggae e Rino coglie
l'occasione per dire la sua,senza indicare soluzioni politiche,senza
ergere barricate o emanare sentenze,dice semplicemente “Nuntereggae
più”e già solo il titolo è semplice e geniale.Parla
di immunità parlamentare,di evasori legalizzati(non sembrano
attuali questi richiami?),di Costanzo Carrà e Guccini,del grigiore
della politica lontana spesso dalle reali necessità della gente
comune,dell'italietta legata alle partite domenicali”mentre
c'è in giro tanta gente che non c'ha l'acqua corrente,nun c'ha
niente...ma chi me sente?”,una voce del deserto che ritorna
sempre attuale,in questi anni dove il trash televisivo imperversa
sovrano.
L'anno successivo viene consacrato il suo successo con “Resta
vile,maschio dove vai”e il singolo “Ahi Maria”.Il
cambio di casa discografica (passa alla Rca),gli arrangiamenti più
raffinati e l'intera incisione del disco a Miami e nel Messico sembrano
lasciare sperare in un successo oltre i confini nazionali.La copertina
del disco suscitò molto scalpore all'epoca;Raffigura due donne
che si baciano mentre Gaetano è lasciato in disparte,allora
le Tatù non erano ancora nate e già Rino Gaetano anticipava
i tempi.
L'ultima opera è del 1980,”E io ci sto” in cui
Rino sembra avere un po' perso la grinta e l'immediatezza degli esordi.Non
avrà il tempo di dimostrare il contrario;l'anno successivo
lo vede in tourneè insieme a Riccardo Cocciante e i New Perigeo
e a giugno si chiude la carriera e la vita di questo artista,rimane
coinvolto in un terribile incidente all'alba nella via Nomentana a
Roma a bordo della sua Volvo 343.
Negli anni le canzoni di Rino Gaetano non sembrano mostrare segni
di vecchiaia,l'invettiva di Nuntereggae più contiene personaggi
purtroppo tuttora alla ribalta.Lui non c'è più ma l'ironia
delle sue canzoni oltre al concreto romanticismo rimangono vivi e
pulsanti nei nostri cuori,le sue canzoni sembrano pulsanti di vita
e di sani valori che vanno oltre la piattezza dei prodotti musicali
odierni nonché dell'arte in generale,divenuta ormai oggetto
di un mercato sempre più cannibale.